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Fuoco di passione, Fanfic yaoi
view post Posted on 24/5/2008, 13:47Quote
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Location: La vita è come un autostrada, non finisce mai, ma ci si resta sempre vittima.


Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/1/2009, 23:33


Ciao a tutti questa è la prima su Slum Dunk che pubblico, perciò siate buoni.

Serie: Slum Dunk

Paring: RuHana

Note 1: la storia è un AU e i personaggi sono OOC.

Note 2: in questa ff le relazioni e i matrimoni omosessuali sono accettati.

Nota 3: alcuni personaggi, però, sono di mia invenzione.

Note 4: per il momento è PG, ma più avanti diventerà NC-17.

Nota 5: perdonatemi per gli eventuali errori grammaticali, di ortografia e di battitura che sicuramente ci saranno.

DISCLAMER: i personaggi non sono miei ma di T. Inoue. Per la storia e il titolo invece ho preso spunto da un romanzo di Christine Dodd, autrice di romanzi rosa. Io non ci guadagno niente.



Fuoco di passione

Capitolo 1

Di Andromeda87

Era il giorno più bello del mese, il giorno di paga.

Hanamici Sakuragi fece gioioso un saltello mentre tornava verso casa. La strada residenziale londinese era buia a causa della pioggia, lui era infreddolito e spossato. Ancora una volta aveva cercato di insegnare alla piccola Yumi Dagport a suonare Twinkle, Twinkle, little star al pianoforte, ma poi aveva riscosso tranquillamente la paga del mese dalla madre della bambina. E aveva anche ottenuto, dopo una piccola discussione, quanto gli spettava dalla aristocratica Lady Fhill. E infine aveva impartito la sua lezione di ballo al figlio di lord Hagg e - mentre eludeva le palpate dal figlio e la proposta di una vergognosa relazione da parte del padre - si era assicurato la sua paga senza offendere nessuno dei due spregevoli gentiluomini.

Si, il lavoro di un istitutore era difficile e talvolta ripugnante, ma il giorno di paga lo rendeva accettabile, e mentre tagliava attraverso il sudicio vicolo ingombro di immondizia, Hanamici offrì il suo viso alle gocce di pioggia e scoppio a ridere. Improvvisamente si fermò incespicando. Sentì una punta acuminata nella schiena e una voce aspra ringhiare:- Signore, datemi il borsellino e può darsi che vi risparmi la vita-

Hanamici si irrigidì, il cuore gli batteva forte. L’oggetto era … un coltello! Un ladro gli teneva un coltello alla schiena. Avrebbe potuto trafiggerlo. Rischiava di morire. Voleva sottrarle il denaro. Il coltello lo punzecchio, e l’uomo strillo nel suo orecchio, con l’alito che puzzava di gin e tabacco:- ho detto, datemi il borsellino. E non fingete di non averlo. Vi ho visto pagare quelle belle fragole al fruttivendolo -. Hanamici strinse la borsa con la spesa. Stava piovendo a dirotto. Non c’era in giro anima viva; chiunque con un po’ di buon senso era già corso a casa a sedersi davanti al fuoco e riscaldarsi i piedi. Solo lui era per strada, facile preda di questo ladruncolo che voleva rubargli i soldi faticati con tanta fatica. La lama lo punzecchio di nuovo e l’uomo gli strinse il braccio abbastanza forte da lasciargli il segno. - Siete stupido? Ho detto: datemi il denaro o vi ucciderò -.

Lo pervase un senso di frustrazione. Frustrazione, rabbia e disperazione. Il coltello affondò maggiormente, attraverso il cappotto e la giacca.

- Lasciate che ci pensi - rispose lui in tono brusco.

********************************

Miss Ayako era seduta nel suo studio a lavorare, quando

sentì bussare alla porta di ingresso. Ovviamente avrebbe aperto il maggiordomo, che però aveva l’ordine di accompagnare immediatamente da lei qualsiasi cliente. Quando il maggiordomo condusse da lei il nuovo cliente, Ayako rimase ammutolita per la sorpresa. Il gentiluomo, vestito all’ultima moda, era meravigliosamente, languidamente, seducentemente affascinante. Alto e slanciato, indossava un vestito blu scuro che metteva in risalto la sua meravigliosa pelle chiara. I capelli neri corti incorniciavano alla perfezione il suo meraviglioso viso. I suoi occhi blu era freddi, ma un’acuta intelligenza operava dietro impenetrabili profondità. Poi la sua attenzione si incentrò su Ayako. Non aspetto il maggiordomo gliela presentasse, ma si inchinò brevemente. - Miss Ayako immagino?

Ayako provò immediata apitatia per lui. - Si, e voi siete..?

- il conte Kaede Rukawa - dichiarò Myaghi e solo chi lo conoisceva bene poteve dire che l’arroganza del conte lo esasperava.

Il conte non prestop attenzione alla contrarietà del maggiordomo, né rimase ad osservare l’inchino di Ayako. Si diresse invece nello studio, pensando che la donna lo seguisse.

Naturalmente cosi avvenne, e Myaghi si mise di guardia accanto alla porta.

- In che cosa posso esservi utile, milord?- Ayako si avviò versola sua sedia dietro la scrivania.

Accomodandosi in una poltroncina davanti a lei, Lord Rukawa dichiarò: - ho bisogno di un’istitutopre.

La porta di ingresso si aprì di nuovo e si richiuse dolcemente. Ayako sperava fosse Hanamici, perché stava piovendo ed era quasi buio. Era preoccupata per l’amico e comproprietario dell’Esclusiva scuola per istitutori e istitutrici, in giro giorno dopo giorno per le strade di Londra a svolgere lavori che permettevano alla scuola di sopravvivere durante i cruciali primi mesi.

Ma Ayako non osò distogliere l’attenzione dal suo cliente, un vedovo con figli immaginava. - Desiderate assumere un’istitutore e siete nel posto giusto. Forniamo solo i migliori. Quanti bambini avete?

Lui s’impenno all’indietro come fosse offeso. - Mio Dio,non ho nessun bambino!-

Ayako si arrestò nell’atto di sedersi. - Milord?-

- Non capite, signora? Ho bisogno anche di un bambino.-



Continua……


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Quando il mio corpo sarà cenere il mio nome sarà leggenda

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<<non essere così triste e pensieroso, ricorda che la vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo>>.

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<<vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l'ultimo perché il giorno che lo sarà non avrai voglia di crederlo>>.

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<<malinconia del passato, gioia del presente, pentimento del futuro... questa è la vita>>.

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<<se per vivere ti dicono "siediti e stai zitto" tu alzati e muori combattendo>>.

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<< Non ho scelto io di nascere quindi lasciatemi vivere come mi pare>>.

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view post Posted on 4/1/2009, 23:25Quote
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Note 2: in questa ff le relazioni e i matrimoni omosessuali sono accettati.
Nota 3: alcuni personaggi, però, sono di mia invenzione.
Note 4: per il momento è PG, ma più avanti diventerà NC-17.

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Fuoco di passione
Capitolo 2
Di Andromeda87

Davanti alla perplessità di Ayako, lord Rukawa si passò le dita tra i capelli, scompigliandoli completamente e rendendosi, per qualche oscura ragione, ancor più attraente.- Un bambino. Ho bisogno di un bambino, E’ mio immenso desiderio apparire ri-spe-ta-bi-le.-
Se la sua spiegazione doveva servire a illuminare Ayako, non fu così; ma Ayako era convinta che non gli importava che capisse il suo problema, ma solo quello che desiderava. Cosa che, invece, non aveva ancora compreso.
- Che ne direste di spiegarvi meglio, milord? - lo incalzò.
I suoi denti si strinsero - denti bianchi e regolari, notò Ayako - e lo guardò furioso quasi che potesse in qualche modo biasimarla per la sua difficile situazione. La sua voce aveva un tono derisorio quando spiegò: - ci sono persone nel nostro paese che mi considerano…un tipo disdicevole. Un libertino. Un donnaiolo. In altre parole, inadatto a frequentare…gente perbene.
Attraverso la porta, Ayako scorse la sagoma di un uomo. Hanamici era ritornato e si aggirava senza farsi vedere.
-Essere considerato rispettabile ha molta importanza per voi? - Ayako stentava a crederlo. Non sembrava il tipo d’uomo a cui importava l’opinione altrui.
- Un uomo che si lascia che si lascia influenzare dalle convinzioni degli altri non è un vero uomo. Lo si potrebbe anzi definire una donna. - Ridacchiò come se la battuta l’avesse divertito.
Ayako non rise.
- Ma io sono un banchiere. Mio nonno ha fondato la Rukawa Bank. Resterebbe molto deluso se la mia reputazione si rivelasse dannosa per l’istituzione cui ha dedicato tanto tempo e fatica. Non permetterò a nessuno di offuscare il nome dei Rukawa.-
I suoi sentimenti sembravano quasi ammirevoli, anche se Ayako si chiedeva se l’uomo si preoccupasse veramente per la banca, suo nonno e il nome della famiglia, o se, invece, il suo interesse primario fosse invece la sua rendita personale.
- E’ un triste giorno per l’Inghilterra quello in cui un uomo che ha un’a,mante è considerato più rispettabile di un uomo che abbraccia una gamma più ampia di uomini. - Si morse il bel labbro.
- Una vera ingiustizia.-
Il conte non fece caso al suo sarcasmo. - Naturalmente. Così voglio un orfano. Lo porterò a casa mia, sarò gentile con lui e lo terrò con me a sufficienza per assicurarmi di nuovo i favori di sua Maestà. Ma nel frattempo non potete aspettarvi che me ne occupi personalmente!
Ayako ora capiva il suo piano, e rimase senza fiato davanti alla crudeltà del suo intento. - Volete assumere un istitutore perché vada in un orfanotrofio a cercarvi un bambino con cui ingannare temporaneamente società e regina? Milord, non sarei capace di chiudere occhio se io… -
Hanamici apparve sulla soglia, in luce. Era bagnato fradicio, con i capelli rossi, tagliati all’altezza del colletto, che gli ricadevano scarmigliati sul volto e gli occhi nocciola che brillavano come quelli di un demone, mentre fissava Ayako. Annuendo vigorosamente, l’uomo indicò lord a Rukawa, poi se stesso.
Ayako scosse la testa.
Lord Rukawa pensò che stesse scuotendo la testa a lui, e si appoggiò all’indietro, sorridendo. - Via, Miss Ayako. Scrupoli? Non potete permetterveli. Avete fondato questa scuola solo due mesi fa, e da quel che mi risulta, avete sistemato un’unica istitutore a tempo pieno. Sposerà il visconte Ruben questo mercoledì, se ho letto correttamente l’invito, e come suo marito è improbabile che vi procuri altre entrate. Voi, i vostri altri educatori e le vostre altre educatrici lavorate saltuariamente come insegnanti di danza o qualcosa di simile.-
Sapeva troppo e Ayako era dibattuta tra il fissare lui o osservare Hanamici mentre continuava la sua pantomima.
- Ascolto le chiacchiere, Miss Ayako. E se ne fanno parecchie sulla vostra scuola, poche sono gentili. Avete bisogno di me. Avete bisogno del mio denaro.-
Tirò fuori il portafogli dalla tasca e posò un assegno sulla scrivania.
Ayako non voleva guardarlo, ma non potè farne a meno. Cento sterline.
Fu conte di essere seduta.
Lei e Hanamici non avevano bisogno di denaro. Con quello che Hanamici aveva riscosso oggi, avrebbero potuto sopravvivere un altro mese. Ma…aveva sei giovani bocche da sfamare, sei giovani menti da formare. Solo allora Ayako e Hanamici avrebbero potuto trovare loro un posto in case rispettabili e incassare la percentuale. Myaghi, la cuoca e Mrs Akubul dipendevano anch’essi da Ayako e Hanamici. Amesso che nel mese successivo non accadesse nulla di spiacevole, avrebbero potuto sistemare le nuove ragazze, e il futuro dell’Esclusiva scuola per istitutori e istitutrici sarebbe stato assicurato. Amesso non accadesse nulla di spiacevole…
- E’ così che lavorato non è vero? Incassate una percentuale e garantite di persona per l’istitutrice o l’istitutore che viene assunto? Ebbene, io vi darò subito cinquanta in più per un istitutore qualificato, e cinquanta sterline per il disturbo di procurare un orfano adatto. Inoltre, pagherò tutte le spese in cui incorrerà l’istitutore per procurare il bambino. Non conosco il prezzo attuale di un orfano, ma posso permettermelo. Venticinque sterline al mese per l’istitutore mentre lavora per me, e alla fine, quando sarò riuscito a convincere la regina Vittoria e il suo formale consorte che sono l’uomo a…- si trattenne in tempo dall’aggiungere un’indiscrezione - bi, quando sarò di nuovo nelle grazie di Sua Maestà, offrirò un ulteriore compenso di duecento sterline.-
Ayako trattenne a stento un’esclamazione di sorpresa. Mentre Hanamici si muoveva con impazienza, implorando silenziosamente Ayako di accettare. Ma Ayako obiettò:- milord, avete nominato la regina. Non posso in coscienza partecipare ad un’azione che mira ad ingannare la nostra sovrana!-
Lui la guardò furioso.- Non le arrecherò alcun danno, aiuterò la nostra sovrana, come ho fatto in tutti questi anni. E’ per il suo bene.-
In un certo senso, Ayako gli credeva. Quest’uomo con gli occhi freddi e la faccia orgogliosa, aveva un suo onore. A voce bassa, disse;_ ma il vosrto piano è crudele.-
S’impennò all’indietro nella poltrona, le scure, perfette sopracciglia aggrottate per lo sbalordimento.- crudele? Perché crudele?-
- A meno che non abbiate intenzione di adottare il bambino.-
- Questo va un po’ oltre.-
- Allora intendete mentire e digli che verrà adottato, per poi sottrarvi all’impegno?-
- Non ho altra scelta. Non posso confidare a un bambino dettagli del mio piano. Miss Ayako, godrà di ogni vantaggio mentre vivrà con me, e almeno resterà per un po’ lontano dall’orfanotrofio. Non potete dire che è una brutta cosa.-
Ayako ne convenne. Sapeva che gli orfanotrofi erano posti orribili.
- Ma poi, essere costretto a ritornarci….-
- Un punto a vostro favore, e avete ragione. Aiuterò il ragazzo a imparare un mestiere, e gli troverò un posto in casa mia. Sarà il minimo che potrò fare.- Alzò uno sguardo severo su Ayako.- Ma prima dovrà aiutarmi a riconquistare i favori della regina. Adesso veniamo alle mie esigenze.-
- Per l’orfano?-
- No. Un orfano vale l’latro, perché sia un maschio. Le mie esigenze per l’istitutore.-
Forse era l’uomo più bello che Ayako avesse mai visto, ma le faceva girare più la testa con le sue supposizioni, le sue necessità e la sua deplorevole crudeltà. Trattare con lui era come trattare con il diavolo, ma aveva un’aria così implacabile che una sfida aperta avrebbe potuto avere spiacevoli ripercussioni.
- Volete intervistare i nostri istitutori?- Chiese.
- Dirò a voi ciò di cui ho bisogno e provvederete per me.-
Si sentì sollevata, perché la loro attuale selezione di istitutori includeva soltanto Hanamici, gli altri non erano ancora pronti per affrontare un compito simile.- Di che cosa avete bisogno?-
- Un uomo brutto, che non sia portato a fantasticare, che abbia i piedi ben piantati per terra. Un uomo anziano.- la sua bocca piena formò una linea sottile.- Un uomo anziano che abbia abbandonato ogni speranza di sposarsi, o anche solo di avere una storia d’amore.- Quando Ayako esitò, i suoi denti si serrarono.- Via Miss Ayako, conoscete la ragione. Sono stanco di essere l’oggetto di struggenti sospiri. E’ anche per questo voglio un uomo e non una donna. E inoltre voglio essere sicuro che non mi faccia gli occhi dolci o, Dio me ne scampi e liberi, s’introduca in camera mia e si denudi, com’è avvenuto con la cameriera del piano superiore che avrebbe dovuto essere un po’ assennata.-
- Avrebbe dovuto.- Ayako era tentata di scoppiare a ridere, ma lui era così sincero, e così presuntuoso. In realtà, se non fosse stato per la sua richiesta di un istitutore brutto, Hanamici avrebbe potuto essere il candidato perfetto. Nutriva poca simpatia per gli uomini in generale, ma soprattutto per le persone come lord Rukawa. Avrebbe infatti potuto sposarsi molte volte, ma aveva sempre rifiutato. E’ altezzosamente, per di più.
Ma gli piacevano i bambini, e lui piaceva a loro. Perché volesse partecipare a un piano che si sarebbe concluso in maniera sgradevole, Ayako non lo capiva. Alzandosi pose fine al colloquio.- Farò del mio meglio per trovarvi un istitutore che risponda alle vostre necessità, milord, ma non faccio promesse.-
Si alzò anche lui.- Provateci- suggerì lui.- Non sono nella posizione di aiutarvi a conquistare rispettabilità, semmai il contrario, temo. Ma il denaro vi permetterà di muovervi con più calma finche non avrete consolidato la vostra credibilità. Cosa che farete. Avete l’aria di chi riesce sempre in ciò che fa.-
- Grazie, milord. Vi informerò presto sui miei progressi.-
- Martedì prossimo- disse lui. Le concedeva una settimana.- Mi aspetto che un istitutore si presenti alla mia porta per allora.-
Annuì. Lui varcò la sogli. Hanamici si era sparito tra le ombre dell’ingresso per evitare di incontrarlo e, andandosene, lui non guardò né a sinistra, né a destra.
Ayako rimase dietro la scrivania e Hanamici dietro le scale finche Myaghi non ebbe chiuso la porta d’ingresso alle spalle di lord Rukawa. Allora avanzarono e si incontrarono nell’atrio come avversari armati.
- che cosa intendevi, dicendo che non facevi promesse?- chiese Hanamici.- Ci penserò io!-
- Il tuo amore per il denaro finirà per metterti nei guai, Hana! Impossibile che tu voglia aderire al suo piano. Lord Rukawa propone uno spregevole complotto per convincere sua Maestà della sua rispettabilità, quando evidentemente, non né ha nessuna.-
- In gioventù…ho avuto occasione di conoscere Sua Maestà.-
Ayako rimase a bocca aperta. Sapeva che i genitori di Hanamici erano stati ricchi e ben introdotti, ma mai, mai Hanamici aveva rivelato com’era caduta in basso quando si era verificata la tragedia.
Ayako continuò dolcemente:- Sua Maestà era allora e immagino sia adesso una persona che giudica con discernimento se, ovviamente, sta minacciando in qualche modo lord Rukawa. Ed è circondata da ottimi consiglieri. Credo che possiamo sperare che sarà ben protetta dalle sue macchinazioni.
Ayako non riusciva a credere che Hanamici avesse tenuto così nascosto il suo backgraund.- Conosci lord Rukawa, allora?-
- Ci siamo incontrati brevemente molto tempo fa. Non ricorderà.-
- Ma…-
- E’ troppo importante per riconoscermi e avevo un nome diverso allora.-
Hanamici aveva scelto di usare il nome della madre, invece di quello del padre. Ayako non lo biasimavo.- Ma i capelli, pochi hanno i capelli rossi.-
- Metterò una parrucca. M a accetteremo, perché abbiamo bisogno di soldi.-
- non siamo in una situazione così disperata-
- Si, lo siamo.-
- Come sarebbe a dire-
- Te lo spiegherò dopo-
- Ma come pupilarti passare per un uomo brutto e attempato?-
- Quando lord Kemp è morto e ti ha lasciato questa casa, ti ha lasciato anche i suoi vestiti, non è vero? Indosserò quelli.-
- Ma lord Kemp non era alto come te ed aveva una gobba pronunciata.-
- Si, perfetto. Userò una tua cipria chiara, per nascondere la mia pelle abbronzata e metterò degli occhiali, come fanno gli uomini anziani. Me la caverò. Dovrò farlo.-
- E’ come farei con le famiglie che ti hanno assunto in precedenza? Che cosa diranno quando ti vedranno camuffato in quel modo?-
- Sono un istitutore, non una persona frivola e mondane. Come sempre, mi terrò sullo sfondo, e in ogni caso, ho sempre lavorato fuori Londra. La possibilità di incontrare qualcuno che mi riconosca è remota. Comunque correrò il rischio per questa scuola, perché questa è la mia unica chance per concludere la mia vita con una certa agiatezza- dichiarò Hanamici.- Non rinuncerò al mio sogno proprio ora. Al nostro sogno.-
Ayako si rese conto di quale doveva essere il problema.- E’ stato troppo per te, non è vero? Hai lavorato duramente, passando da una casa all’altra per insegnare a quegli orribili bambini ricchi e viziati. Faresti qualunque cosa per evitarlo, ma te l’ho detto, Hanamici, sarei lieta di…-
- No!- Hanamici trasse un profondo sospiro, poi afferrò la mano di Ayako e se la posò a sinistra della schiena - Qui.-
Ayako scoprì uno squarcio nella giacca bagnata. Uno squarcio profondo che andava oltre la camicia. - Cosa…?- Staccando la mano, fissò il punto rosso che le macchiava la mano.- Hanamici?-
- E’ accaduto tornando a casa.-
- Myaghi!- Gridò Ayako, poi afferrò il braccio di Hanamici.- Devi sederti. Sei ferito.-
- non lo sono. Si tratta soltanto di un graffio.- Ma Hanamici si lasciò accompagnare su una sedia.- Ho ceduto non appena la punta ha toccato la carne.-
Myaghi arrivò di corsa.- Miss Ayako? Vedendo la faccia pallida di Hanamici, chiamò la governante.
La governante di precipitò dentro con due delle allieve a seguito.
- Abbiamo bisogno di bende- ordinò Myaghi.- E acqua calda subito.-
- Sono stato derubato. Ho perso tutto il denaro dell’ultimo mese.- Il mento di Hanamici tremò.- Se non accetto quest’incarico, siamo rovinati.




Continua….

Fuoco di passione
Capitolo 3
Di Andromeda87

Il maggiordomo l’annunciò con aria grave che si addiceva a un uomo della sua età e della sua condizione.
- Lord Rukawa, Mr Hanamici Sakuragi dell’Esclusiva scuola per istitutori e istitutrici è qui.-
Rukawa alzò lo sguardo dalle carte che stava leggendo a lui per fissare con aria critica il signore che stava avanzando nel suo grande studio tappezzato di libri. Un fuoco ardeva nel camino, candele brillavano nei candelabri posati tutt’attorno alla stanza, i pesanti tendaggi di velluto erano tirati sulle alte finestre per lasciar entrare la luce, ma la giornata grigia e nuvolosa rendeva difficile osservare tutti i particolari del suo aspetto. Tuttavia il profumo di lavanda lo colpì mentre si dirigeva speditamente verso di lui. Poi il cerchio di luce della candela attorno alla scrivania lo colpì e, per la prima volta in quindici giorni, lord Rukawa tirò un sospiro di sollievo. Miss Ayako gli aveva indubbiamente procurato l’istitutore che rispondeva ai suoi bisogni. Arcigno, privo di attrattiva, ma non così vecchio da spaventare il bambino. E Miss Ayako aveva effettuato questo miracolo un giorno prima della data di scadenza. Non aveva mai dubitato del potere del denaro.
Alzandosi, disse.- Mr Sakuragi.- Poi lo esaminò come se fosse un allievo recalcitrante e lui il suo precettore.
Alzando il binocolo, Rukawa ricambiò il favore. L’uomo stringeva in una mano una brutta e consunta borsa da viaggio e un ombrello nero dal manico in legno scolpito. L’abito violetto mostrava macchie umide causate dalla pioggia, ma l’uomo ostentava un petto muscoloso e una vita ben delineata. Portava occhiali sfumati, notò Rukawa, segno di vista debole e studio eccessivo. Il colorito era esangue e le labbra pallide. I capelli scuri toccavano le spalle. Rukawa abbassò il monoloco e sedette.- Può darsi che facciate a caso mio- osservò.
Lui annuì e senza aspettare di essere invitato a farlo, sedette nell’antiquata poltroncina davanti alla sua scrivania.- Stavo per dire la stessa cosa.-
Rukawa faticò a non scoppiare a ridere. Gli ricordava suo nonno, un signore che non era stato disposto a sopportare l’arroganza di qualcuno così immeritevole come un nipote trentenne. Il suo divertimento evaporò. Perché stava facendo questo proprio per suo nonno. Per suo nonno, la banca e il nome della famiglia, che non doveva risentirne della debolezza di suo cugino…e che non meritava di essere deriso. Strinse i pugni a quel pensiero.- Immagino abbiate referenze.-
- Naturalmente.- Infilando una mano nella capace borsa, tirò fuori tre fogli scritti fitto fitto e glieli porse.- Ho nove anni di esperienza con bambini, e come vedete, ho lavorato per ottime famiglie in diverse contee attorno Londra.-
Lui diede una rapida occhiata alle lettere. Dicevano tutti che Mr Sakuragi insegnava ai bambini con straordinaria abilità. Non gli importava. Gli importava soltanto che rispondesse alle sue esigenze.- Immagino che Miss Ayako vi abbia edotto sulle mie necessità.-
- Si.- Miss Ayako posò la borsa ai suoi piedi.- Devo comprarvi un orfano e farne vostro compagno.- Uhm. Messa così, non sembrava orribile.
- Perché possiate vincere - guardò tutto intorno nella biblioteca lussuosamente arredata- una scommessa, o qualcosa del genere, che vi renderà ancora più ricco.-
Questo sembrava orribile. Profondamente risentito per l’implicito rimprovero, si alzò in piedi. Ma lei alzò una mano.
- Risparmiatevi la vostra facile indignazione, milord. Contrariamente ad altre persone di mia conoscenza, capisco che prestanti giovani aristocratici, al pari di vecchi canuti mercanti, possano provare il piacere del possesso. In realtà, definirei tali caratteristica parte dell’onorato modo di vivere inglese.- Sorrise con un pizzico di umorismo.-
Il lord fissò immobile l’uomo irritante davanti a lui. Quella maledetta Miss Ayako era riuscita, con la sua disapprovazione, a far apparire la sua missione più concreta di questo vecchio scapolo con la sua approvazione.
Ma decise di sorvolare e di tornare al suo scopo. Alzando il candelabro dalla scrivania, girò attorno all’uomo e gli illuminò il viso. Lui abbassò gli occhi, le narici strette per lo sdegno, o forse lo sgomento. Perché Sakuragi non era un vecchio come aveva pensato inizialmente. Né severo come gli era sembrato dapprima. Era semplicemente un uomo poco attraente, senza prospettive matrimoniali e, forse, ansioso di buttarsi tra le braccia del primo uomo o della prima donna disponibile.
Più specificamente tra le sue braccia.
Un semplice test avrebbe dimostrato che si sbagliava…
O che aveva purtroppo ragione. Sovrastandolo, ostento il genere di sicurezza virili che gli uomini disperati, come Sakuragi, sembravano trovare estremamente affascinante, e attese che alzasse lo sguardo. Infine lo alzò, ma se era rimasto colpito, non lo diede a vedere.- Vi dispiacerebbe posare il candelabro, milord? La luce è molto forte e temo che possiate versare cera sul mio quasi miglior vestito.
- Il vostro quasi miglior vestito? E’ così bello - mentì con disinvoltura - che credevo fosse il migliore.-
- Indosso quello migliore alla domenica, milord. Quando, come ogni uomo cristiano, vado in chiesa.-
Un rimprovero, un rimprovero alla sua condotta dissoluta.- Allora dipende dall’uomo che lo indossa creare l’illusione di impareggiabile bellezza.-
Ignorando la sua elegante figura, Hanamici infilò la mano nella borsa ai suoi piedi e tirò fuori un libro e incominciò a leggere.
- Molto probabile.-
Uhm. Non sembrava sarcastico, né particolarmente colpito dal suo charme. Che stesse fingendo disinteresse, o era veramente il vecchio inacidito di cui aveva bisogno? Posando il candelabro, sollevò un fianco sulla scrivania e si chino su di lui.
Increspando le labbra, risucchiò in dentro le guance.
- Capisco.-
Lui sorrise con accattivante, seppur simulato, interesse.- Ma mi sto domandando quale rimorso proviate voi, Mr Sakuragi. Un bel uomo, nel fiore degli anni, non sempre desidera prendersi cura dei figli degli altri. Ne vorrete certamente dei vostri.-
- Quello che voglio io- lo aggredì- non deve interessarvi, milord. Il vostro unico interesse dev’essere per il mio carattere e per la mia efficienza. Tuttavia Penso che sarebbe meglio se vi sposaste.-
- Gli uomini come voi la pensate tutte allo stesso modo. Ed è anche esattamente quello che mi ha detto Sua maestà.-
- L’unione matrimoniale, mi è stato riferito, concede agli uomini come voi uno sfogo per quelle sconvenienti passioni che vi affiggono. Ma immagino che abbiate poco tempo per soddisfare le richieste della regina.-
- Mi ha concesso tre mesi.-
- Tre mesi per diventare rispettabile?- lo guardò e rise, amaramente con sdegno.- Anch’io lo trovo ingiusto. Si, non vi resta altra possibilità che portarvi in casa un bambino, perché nessuna donna e nessun uomo sani di mente sposerebbe un uomo come voi senza prima essere stato corteggiato e rassicurato sulla vostra fedeltà.-
Lui si raddrizzò all’improvviso.- Nessun uomo e nessuna donna mi respingerebbero.-
- State scherzando, milord. Forse sulle donne avete ragione, ma sugli uomini non credo proprio.-
- Non esiste uomo al mondo che non possa essere sedotta da una bella faccia, un titolo o una fortuna, e senza presunzione posso dire di possedere tutte cetre le cose. Sul serio, Mr Sakuragi. Vi siete mostrato resistente alla seduzione, ma se vi offrirsi il matrimonio?-
- Questa è un ipotesi stupida. Anche se fossi l’uomo più bello del mondo non mi offrireste di sposarvi. Gli uomini come voi sostengono di essere guidati dalla passione, ma se fosse vero, vi sposereste per piacere e non per dovere.-
- Ma se fosse la passione a condurmi a voi, mi accettereste per quello che sono.-
- Gli uomini come voi non amano mai dal profondo del cuore, quelli belli sono anche peggio, perché viziati.-
- Allora mi accettereste per il titolo.-
- Provengo da una famiglia nobile. So che un titolo non conferisce onore, costanza o integrità.-
Deliberatamente, Rukawa interpretò la parte del serpente nel giardino dell’Eden, e offrì l’irresistibile mela.
- allora mi accettereste per la mia fortuna.-
Esitò.
Come sapeva avrebbe fatto.- Ah!- Prendendosi il ginocchio tra le mani, si appoggiò all’indietro e lo osservò con soddisfazione.- Avevo ragione.-
Hanamici lo guardò e lui vide qualcosa nel suo viso, che bloccò la sua risoluzione.
- Vi sbagliate. Mi sono astenuto dal fuggire con qualcuno degli uomini che mi ha proposto di sposarlo, e non rinuncerei ai miei sogni per una vita con voi.-
- I vostri sogni devono essere grandiosi.-
- Non grandiosi, ma miei.- Alzandosi, si passò la borsa sul braccio.- E basta con quest’inutile discussione.-
- Si.- Non riusciva a credere di essersi lasciato trascinare in una simile situazione, e con una creatura così brutta e sgradevole.- Avete capito quel che dovete fare?-
- Vi troverò un orfano e lo condurrò qui. Dato che immagino che il bambino debba avere un certo comportamento, lo istruirò….-
Rukawa scivolò dalla scrivania e si scostò.- In fretta.-
- Si. In fretta. Allora…procederemo come desiderate.-
- Acquisterete il bambino entro la fine del giorno.-
- E’ mezzogiorno passato, milord. Mi sistemerò nella mia stanza e oggi mi occuperò dei preparativi per l’aula scolastica. Domani troverò il bambino.-
Prendendo Sakuragi per il braccio, Rukawa lo dirottò verso la porta.- Allora è tutto stabilito. Allora dite alla governante di sistemarvi nella camera accanto alla classe. Se no sarà di vostro gradimento, apportate le migliorie che desiderate.- M a un colpo alla porta impedì ad Hanamici di rispondere.
- Avanti - disse Rukawa.
Mito, il maggiordomo che era assai più di un maggiordomo, entrò e annunciò:- milord, Mr Akira Sendoh.-
Suo cugino aveva infine risposto alla chiamata.
Rukawa e Mito si scambiarono occhiate soddisfatte; adesso il loro piano poteva procedere.
- Tolgo il disturbo- disse Sakuragi col tono sbrigativo di un maestro.
- Si.- Rispose il conte.
Uscendo il lord e Sakuragi incontrarono Sendoh nell’ingresso.
- Un nuovo maggiordomo, Kaede?- Akira osservò con molta attenzione Mito allontanarsi.- Credevo che non avresti mai mandato in pensione il vecchio McCutcheon.-
- E’ andato a trovare sua figlia in questo momento- mentì Rukawa.
Scorgendo Sakuragi, Akira disse:- dispiace, signore, non vi avevo visto.-
Sakuragi fece un segno di saluto a sua volta, e Rukawa pensò con amarezza che probabilmente Akira incontrava la sua approvazione. Sendoh era più grande di Rukawa di un anno, ed erano entrambi molto belli, a parte per i suoi orribili capelli che lo facevano sembrare un porcospino. Della famiglia, Akira aveva ricevuto tutta la sincerità, la determinazione e l’intensità di sentimenti.
Chi avrebbe mai pensato che proprio quelle qualità l’avrebbero condotto alla rovina?
- Milord, chi è questo giovanotto?- Chiese Sakuragi, con la voce ridondante di approvazione.
- Mio cugino, Mr Akira Sendoh. Akira, questo è…l’istitutore.-
- L’istitutore?- Akira apparve stupito.
- L’istitutore.- Che pensasse quel che voleva.
Ma l’uomo puntò il suo ombrello verso Rukawa come un precettore che richiama all’ordine il suo allievo.
- Lord Rukawa, qual è il mio nome?-
- Cosa? Cosa?- La guardò duramente. Appariva quasi minaccioso, e con stupore, i lineamenti rivelavano una traccia di bellezza. Guardò meglio. Bellezza sbiadita.- Siete Mr Sakuragi. Perché?-
- Non dimenticate mai più il mio nome.-
Sbalordito, Rukawa la fissò mentre s’inchinava a Sendoh.
Akira sorrise, ricambiando l’inchino.- Non vedo l’ora di incontrarvi di nuovo, Mr Sakuragi. L’uomo che riesce a chiamare mio cugino all’ordine dev’essere un uomo eccezionale.-
Sakuragi sorrise con approvazione. E’ questo urto terribilmente Rukawa, e se la sua vita non fosse stata così aggrovigliata, l’avrebbe licenziato prima che la farsa incominciasse davvero. Ma sapeva che trovare un altro istitutore coi suoi requisiti sarebbe stato impossibile, e così strinse i denti vedendo come Akira riscuotesse l’approvazione di Sakuragi. Un’approvazione condivisa dal resto della famiglia; anche il suo adorato nonno aveva sempre portato Sendoh a esempio. Come un luminoso esempio che Kaede avrebbe dovuto seguire.
- Abito qui adesso, Mr Sendoh, e sarà un piacere approfondire la nostra conoscenza.- Hanamici si rivolse al maggiordomo.- Mr Mito, vorrei vedere la governante. Subito.- E si allontanò dietro i maggiordomo.
- E’ uno strano tipo.- Akira concentrò la sua attenzione sul cugino.- Ma non più strano di te. Un istitutore, cugino?-
Rukawa ripetè la storia che aveva inventato per coprire la sua improvvisa e sospetta filantropia.- Sto pernottare un orfanello, un ragazzo che ho incontrato per strada.
Akira lo fissò come se non fosse sicuro di aver sentito bene.
-Il coraggio e la risolutezza del ragazzo mi hanno conquistato.-
- Coraggio e risolutezza.- Sendoh abbassò lo sguardo con un sorriso di disapprovazione .- Naturalmente.-
Rukawa capì di essere partito col piede sbagliato. Fin dall’infanzia avevano sempre avuto un carattere molto diverso. Infatti a differenza di lui Akira era stato lo studioso, quello che si era laureato con lode, quello per cui tutti prevedevano un brillante futuro. Ma poi, invece, aveva cambiato comportamento. Non che avesse molta importante per lui; ma come capo della famiglia, Kaede non poteva permettere che il loro nome e la loro onorata reputazione venissero trascinati nel fango. Ma ciò nonostante, aveva deciso di sapere perché. Così con un affetto contrastante con ciò che provava realmente per il suo stupido cugino, si avviò verso il confortevole gruppo di poltrone attorno al fuoco.- Siediti, Akira.-
Sendoh si lasciò cadere lentamente in una poltrona gli occhi azzurri guardinghi.
E colpevoli. Maledizione perché Kaede non l’aveva notato prima?
Rispose alla propria domanda. Perché non vedeva Akira da mesi. E non gli era mancato, né gli era passato per la mente di dover controllare le sue azioni. Akira era figlio di un vicario, per carità! Avrebbe dovuto essere onorevolmente al lavora da Lord Jershow per preparare il suo erede per Oxford, non impegnato in attività criminose!
A pensarci Kaede provava il desiderio di scuoterlo fino a fargli ritrovare il buonsenso e poi rimandarlo dal nonno. Ma qualcuno doveva scoprire i dettagli dei reati di Akira, conoscere i nomi dei suoi complici, e soprattutto del capobanda, e affrontare il problema. Quel qualcuno era Kaede. Così sedette nella poltrona di fronte al cugino e con aria seria disse:- Ho una proposta da farti.-
Se possibile, Akira divenne ancora più cauto:- Tu?-
- C’è un problema alla banca.- Rukawa soppesò le parole con cura, scegliendole ad effetto.- Non posso rivolgermi che a un membro della famiglia. Ho bisogno che tu venga a vivere con me. Che lavori per me.-
Akira fece per parlare, ma Kaede alzò la mano.- Ti prego, ascoltami. So che hai già un posto- Akira era stato licenziato, ma Rukawa fece finta di non saperlo- e non deporrà a tuo favore andartene, ma mi trovo in una terribile situazione, con infauste conseguenze.-
- Tu, cugino?- un vago sorriso aleggiò sulle labbra di Akira.
- Francamente, so di non poterti chiedere in buona fede di rinunciare al tuo lavoro per me, ma faccio affidamento sul tuo affetto per il nonno.-
Il sorriso di Akira scomparve.- Perché un tuo problema dovrebbe riflettersi su Lord Anzai?-
- Perché la banca è di mio nonno. L’ha fondata lui, ci ha lavorato anche dopo averla affidata a mio padre, mi ha preparato dopo la sua morte. So che detesti le cifre e la finanza, e so che hai giurato che non te ne saresti mai occupato, ma mi auguro che il tuo affetto per il nonno possa avere il sopravvento sulla tua avversione.-
Eccola di nuovo. La colpa, lì perché Kaede la vedesse. Possibile che Akira non avesse pensato a come il suo crimine si sarebbe ripercosso su Lord Anzai? O non si faceva il minimo scrupolo?
Quando Akira non rispose subito, Rukawa continuò:- Lo so. Dirai che il nonno non è veramente tuo nonno, ma un prozio. Tuttavia credo che tu gli sia affezionato, e anche se lui non ne parla mai gli devi la tua educazione.-
- Si- rispose Akira.- Devo tutto a tuo nonno. Se giudicherò il tuo problema in banca così grave come sostieni tu, allora naturalmente ti aiuterò.-
- Non potrebbe essere più grave- rispose Kaede.- Come sai, stampiamo le nostre banconote per la distribuzione del Norkfolk.-
Akira annuì. Probabilmente non osava aprir bocca per paura che gli uscisse una confessione.
Così Akira Rukawa raccontò a Sendoh quel che sapeva già.
- Qualcuno sta falsificando le nostre banconote.-


Continua….

Fuoco di passione
Capitolo 4
Di Andromeda87

Hanamici era andato all’orfanotrofio, per cercare l’orfano adatto per la farsa di Lord Rukawa. E mentre osservava l’ansioso gruppo di orfani riuniti intorno a lui nel refettorio, ripensava a Lord Rukawa e al suo comportamento. Si, era bello, ricco e nobile. Si, il suo sorriso poteva ammaliare perfino gli uccelli sugli alberi. No, non gli importava.
Hanamici ricordò di aver osservato Rukawa a Kensington Place e di averlo giudicato un giovane vanitoso con un’alta opinione di sé. Non era cambiato. Uno dei ragazzini cominciò a cantare con voce dolce ed elevata. Era molto dotato, e con la debita istruzione avrebbe potuto diventare un ottimo cantante, ma sebbene Lord Rukawa non mostrasse interesse per il suo orfano, Hanamici riteneva di sapere quel che voleva: un ragazzo forte.
Un istitutore responsabile e ben pagato doveva cercare di procurargli quel che desiderava, così ignorò il ragazzo dotato di talento, e anche le bambine, che sedevano sulla scala coi visetti premuti tra le colonnine della ringhiera. Peccato, perché Hanamici aveva un debole per i bambini respinti e non amati. Li capiva a meraviglia.
Mentre Hanamici osservava i bambini, che si accapigliavano per essere scelti da lui e finalmente abbandonare quel orribile posto, il suo sguardo si posò ai margini del gruppo. Un bambino di circa dieci anni si teneva indietro rispetto agli altri, osservando la confusione con occhi nocciola troppo grandi per il suo affilato visetto sporco. I sudici capelli scuri ricadevano sulle palle, indossava una specie di grembiule e stringeva in mano una scopa. E mentre il gruppetto dei facinorosi nascondeva il suo corpicino, Hanamici pensò che era pateticamente magro.
Alzando la voce, chiese alla direttrice dell’orfanotrofio, Mrs Fallow:- E quel bambino?-
La direttrice apparve sorpresa.- Non è un bambino?-
M a i bambini aveva sentito e cominciarono a sghignazzare. Inavvertitamente, Hanamici l’aveva trasformato in uno zimbello. Gli fece segno di avvicinarsi, e mentre veniva verso di lui, capì.
Il ragazzo era una ragazza. Quello che sembrava un grembiule era in realtà un vestito stracciato. Dalle maniche le spuntavano i polsi sottili e l’orlo era stato tirato completamente giù, lasciando però intravedere le caviglie coperte dalle calze. Hanamici non sapeva perché avesse i capelli corti, ma il taglio aveva creato altri malintesi, altra derisione. La povera bambina era prossima alle lacrime e stava lottando per non mostrare agli altri come l’avevano ferita. Hanamici capiva. Ricordava bene i brutti anni della sua infanzia quando tutti lo deridevano per i suoi capelli rossi e l’incredibile goffaggine. Era stato al centro di molti scherzi, alcuni anche crudeli, che avevano fatto di lui un insicuro. Poi tutto era cambiato quando si era trasformato in un bel cigno. Avrebbe voluto dire alla bambina che molto presto i ragazzi che prima la deridevano, avrebbero fatto di tutto per uscire con lei, come era accaduto a lui, ma non poteva promettere bellezza, sicurezza o forza di carattere. Così Hanamici chiese:- Come ti chiami, piccola?-
- Catrine, signore.- il bambino si inchinò.- Catrine Hunter.
- Quanti anni hai, Catrine?-
- Otto.-
Otto? Aveva otto anni. Nonostante la sua patetica magrezza, era alta e prometteva di diventar ancor più alta. Non c’era da meravigliarsi che teneva le spalle abbassate. Hanamici moriva dalla voglia di confortarla._ Da quanto tempo sei all’orfanotrofio, Catrine?-
La stanza era silenziosa adesso mentre tutti ascoltavano quello che stavano dicendo.
- Da più di un anno, signore- rispose Catrine.- Da quando i miei genitori sono morti di febbre.-
- Ah.- Contreriamente agli altri bambini che Hanamici aveva incontrato lì, questa si esprimeva in maniera forbita, e adesso capiva perché.- Sei stata malata anche tu?-
- Si. Signore.-
Ciò spiegava il taglio dei capelli: tutti sapevano che i capelli lunghi minavano le forze, per cui in caso di febbre la prima cosa che si faceva era tagliare i capelli. Hanamici le rivolse un confortante sorriso.- Ebbene, Catrine Hunter, mi scuso per averti scambiata per un ragazzo.-
- Davvero?- Rapida come un serpente, Cat afferro un orecchio del ragazzo che aveva parlato, e glielo torse, facendolo cadere su un ginocchio.- Perlomeno non sono un ladro. Restituiscilo.-
Hanamici osservava la scena sbigottito.
- Oh, oh, oh.- il ragazzo afferrò la mano di Cat.
Cat ignorò il dolore.- Restituiscilo.-
La colpì
Lei tese il braccio in tutta la sua lunghezza, si scostò e gli torse di nuovo l’orecchio. Infine il ragazzo frugò nei pantaloni e tirò fuori l’orologio d’argento di Hanamici.
Una grande rabbia pervase Hanamici. Perso nei suoi pensieri non si era accorto che il ragazzo lo aveva derubato. Si sentiva proprio un idiota. Il giorno prima derubato da un comune ladro e oggi derubato da un ragazzino L’unica cosa di suo padre che ancora possedeva. Che vergogna. Non c’erano dubbio stava proprio perdendo colpi, era il momento di darsi una svegliata, soprattutto visto il suo nuovo lavoro. Cat lasciò andare il ragazzo, ma qualcosa nell’espressione di Hanamici rivelava la collera inespressa che provava, perché lui fece cadere l’orologio e se la diede a gambe.
Cat afferrò l’orologio prima che finisse a terra e lo pulì con il vestitino.- Se avete un fazzoletto, signore, potete riporvelo finché non vi sarà possibile ripulirlo per bene dopo che è stato nei suoi pantaloni.-
Hanamici si servì del fazzoletto per prendere l’oggetto che Cat gli stava porgendo. Cat sussultò come se si aspettasse uno schiaffo, Hanamici si fermò e guardò la folla silenziosa intorno. Odiavano Cat. Era diversa sia nel modo di esprimersi che nell’aspetto, e adesso con quell’atto li aveva fatti apparire tutti come dei ladri. Chissà se Cat sarebbe stata punita per la sua buona azione? Probabilmente, si. Prendendo l’orologio, Hanamici se lo infilò nel taschino. Poi deciso disse:- prendo questa.-
Gli occhi di Cat erano tondi e lucidi.
Tra gli orfani si levò un gran mormorio.
- Questa?- Mrs Fallow non riuscì a nascondere lo sdegno.- Siete venuto per un ragazzo!-
Cat perdette la sua espressione raggiante, e guardò da Mrs Fallow a Hanamici.
- Ho cambiato idea.- disse ancora più sicuro Hanamici.
Mrs Fallow, però, non desistette.- Cat non va bene per voi. E’ insolente e…e orgogliosa. Crede di essere migliore degli altri.-
- Si, ho vista- disse bruscamente Hanamici mentre apriva il portafoglio.- Credo che abbiate detto tre sterline per un orfano sotto i dieci anni.-
- Per un maschio!-
Hanamici sapeva che la donna non avrebbe ceduto facilmente. Ma non gli importava. Trapassandola con un’occhiataccia, disse:- Le bambine costano meno. Così facciamo due sterline.-
- No- gracchio Mrs Fallow.- Cinque sterline. Cinque per questa piccola sfacciata.-
Hanamici infilò tre sterline nella mano grinzosa di Mrs Fallow e, nonostante i dinieghi, le sue dita si chiusero avidamente sulle monete.- Tre sterline, come stabilito.- Prendendo per mano Cat, la condusse verso la porta. Mrs Fallow si precipitò dietro di loro.- Vi pentirete. La riporterete fra un giorno, lamentandovi di lei.-
Cat spalancò la porta esterna come se nella nebbiosa aria mattutina l’spettasse la libertà. Mentre Hanamici saliva gli scalini, rivolse a Mrs Fallow il più gelido dei sorrisi.- Allora avrete l’indubbio piacere si dirmi “ vi avevo avvertito”.-


Continua….


Fuoco di passione
Capitolo 5
Di Andromeda87

“Mio Dio, che cosa ho fatto?”
Questo pensava Hanamici mentre stava viaggia insieme a Cat nella carrozza di Lord Rukawa. Si era lasciato trasportare dalla sua impulsività un’altra volta, ma nonostante rischiasse il licenziamento non poteva permettere che Cat rimanesse ancora in quel inferno. In silenzio, fissò la bimba sporca, goffa e malvestita davanti a sé. Anche se era un uomo, si era già occupato in passato di bambine ed era in grado di farlo anche con Cat.
Ma il silenzio durò poco, perché Cat si inginocchiò davanti a lui in quello spazio ristretto. Afferrando la mano di Hanamici, gliela baciò e con voce timida e grave disse:- Grazie, signore. Grazie per avermi portata via da quel posto. Non pensavo di poter più sperare, e adesso giuro, signore, giuro sulla tomba di mio padre e mia madre che farò tutto quel che vorrete. Sarò brava. Non vi creerò nessun problema. Non saprete neanche che ci sono. Sarò bravissima.-
- Oh, ti prego alzati!- Sgomento da tanta gratitudine, Hanamici tirò indietro le dita. Cat gli aveva ricordato tanto se stesso, quando si sforzava di fare tutto ciò che voleva suo padre.. Per il bene di sua madre, cercava disperatamente di accontentarlo, e anche per il suo bene. Aveva vissuto sperando di udire una parola di lode e desiderando un suo sorriso.
Non avrebbe assoggettato questa bambina a quel genere di tormento.
- Se sapessi in cosa ti ho cacciata, potresti non essere tanto grata.-
Goffamente, Cat scivolò sul sedile opposto. I suoi occhi nocciola erano grandi e timorosi.- So. Il padrone voleva un maschio.-
- Anche questo.- Ma come faceva a dirle che il padrone non l’avrebbe adottata veramente. Hanamici era sempre stato una persona sincera, ma dire a Cat la verità, voleva dire farla soffrire ancora, e non potava permetterlo. Perciò per il momento non avrebbe detto niente alla piccola.
- In realtà- asserì coraggiosamente Hanamici- non a me non ha mai detto che voleva un maschio. Inoltre le tue qualifiche ti rendono un candidato migliore di qualsiasi altro bambino per gli scopi del padrone.-
- Qualifiche, Mr Sakuragi?-
Hanamici sorrise dolcemente.- Si, certo. Sei educata e parli bene. Lord Rukawa potrà mostrarti ai suoi amici senza temere che tu lo metti in imbarazzo.-
Le dita sporche di Cat si agitarono sul suo grembo.
- Ha intenzione di mostrarmi ai suoi amici?-
- Lord Rukawa sarà orgoglioso di te- spiegò Hanamici.- Vorrà presentarti.-
- Oh.- Cat si morse il labbro, poi confesso:- sono piuttosto timida. Gli altri bambini si prendono gioco di me per questo.-
Allora Hanamici disse:- Sciocchezze. Non sei timida. Guarda con quanta calma ti sei presentata a me dopo che ti avevo erroneamente scambiata per un bambino. E guarda con il tuo coraggio nel recuperare il mio orologio! No signorina, non sei affatto timida. Sei una leonessa di fronte alle avversità.-
- Sul serio?-
- Ma certo.- mentre Hanamici rispondeva la carrozza si fermò dinanzi al palazzo di Rukawa.
- Forse sono audace solo quando le cose vanno male- ribattè cauta Cat.- Una chiara indicazione di coraggio- assentì Hanamici. Il giovane Tim, il valletto, aprì lo sportello. Teneva l’ombrello in una mano e offrì l’altra alla piccola, ma Cat scese da solo. Allora Hanamici dopo essere sceso, senza aiuto naturalmente, disse:- Ah. Un’occasione per la nostra prima lezione. Una signora deve sempre permettere al valletto di porgere la mano quando si scende da una carrozza.-
Cat alzò lo sguardo sull’impassibile servitore in livrea.- Posso scendere senza il suo aiuto.- Poi, pensando di aver magari offeso i suoi sentimenti, aggiunse:- ma grazie lo stesso, signore.-
La bocca del valletto si contrasse per il riso represso. Ma gli piaceva la cortesia della bambina. Hanamici lo capì dal rigido inchino che fece.
Rukawa doveva tenerla.- Bene- aggiunse.- Si dovrebbe sempre ringraziare i domestici, chiamandoli per nome se è possibile. Lui è Tim.-
- Tim- ripetè Cat.
- Adesso sta dritta, spalle indietro.
Cat si raddrizzò.
- Vieni con me e ricorda, sei una leonessa.-
- Si, Mr Sakuragi.- rispose abbastanza coraggiosamente Cat.
Ma la sua manina si insinuo in quella di Hanamici, e Hanamici abbassò lo sguardo su di lei, sorridendo incoraggiante:- E’ così che si fa!- disse mentre salivano le scale che portavano alla massiccia doppia porta che costituiva l’ingresso della residenza di Rukawa.
- Lord Rukawa è gentile?- chiese Cat all’improvviso.
- Molto gentile, naturalmente, quando decide di esserlo.- Rispose Hanamici, poi bussò alla porta, e accennò un saluto col capo a Mito quando aprì.
- E’ questo il bambino?- chiese Mito mentre Hanamici faceva entrare Cat nell’atrio.
-E’ questo il padrone?- Chiese Cat.
Mito rispose:- No, signorina. Io sono il nuovo maggiordomo.- Poi rivolgendosi ad Hanamici disse:- Lord Rukawa è nello studio. Mr Sakuragi, vi consiglierei vivamente di far fare un bagno alla bambina prima di presentarla a milord.-
- Si, ha bisogno di un bagno.-
- Neanche per sogno- borbottò Cat.
Poi mentre Hanamici la trascinava di sopra. Cat sciolse la presa e incomincio a guardare la casa. Prima si soffermò sull’imponente ingresso. Poi sulla serie di stanze che si affacciavano sull’ingresso. Cat si affacciò nel soggiorno e le sue esclamazioni risuonavano nel silenzio. Hanamici la seguiva, osservando affascinato l’espressione stupita della mattina di Natale, e tutto questo rafforzò la sua determinazione a tenere l’orfanella. Poi Cat sbirciò attraverso la porta aperta della biblioteca di Rukawa e si nascose frettolosamente dietro a Hanamici.
Hanamici guardò con aria di sfida l’uomo che venne verso di loro.
- Mr Sakuragi, è questo il bambino?-
- Milord, questo è effettivamente il vostro bambino.- Affermò con sicurezza Hanamici.
- Fatelo entrare.- Disse Rukawa, con la sicurezza di un uomo che non veniva mai contrastato, Rukawa le girò la schiena e ritornò nel suo rifugio.
Hanamici avanzò, tirandosi dietro Cat. Sulla soglia, disse:- Sarebbe meglio che il bambino si lavasse e si cambiasse prima di incontrarvi.-
- No.-
- Molto bene.- Disse Hanamici, con stizza prendendo per mano Cat, la trascinò dolcemente nello studio, poi la spinse avanti con una mano sulla sua schiena.
Kaede si era seduto sulla scrivani e osservava la scena. Poi il suo sguardo si posò su Cat. Sgranò gli occhi, e si raddrizzò. In tono irato, disse:- Mr Sakuragi, questa è una bambina.-
- Molto astuto da parte vostra, milord- ammise Hanamici.
- Perché non avete scelto un bambino?-
- Non ce n’erano di adatti.-
- Che cosa significa, non ce n’erano di adatti?-
- Cat era l’unica bambina dell’orfanotrofio con le qualifiche necessarie.-
- Le qualifiche necessarie?- Esclamò.- Di che cosa diavolo state parlando?-
- Milord, moderate il tono. Siete in presenza di una bambina.-
Si udì bussare alla porta d’ingresso.
Rukawa esaminò di nuovo Cat.- Ci sarà pur stato un maschio…-
- No.- Lo sguardo di Hanamici cozzò con il suo.- Inoltre, le maniere di Cat sono impeccabili. Ed è onesta. Non farò commenti sulla vostra onestà.-
Mito bussò alla porta aperta interrompendo i due contendenti.- Milord?-
Rukawa non prestò attenzione al maggiordomo, ma notò che la bambina era a disagio, per cui moderò il tono.
- Io non sopporto le donne, e poi che me ne faccio di lei?-
- Esattamente quello che fareste con un maschio- ribatte scocciato Hanamici.
- Questo è stupido.-
- L’ho sempre pensato- rispose Hanamici.
- Mr Sakuragi, avete superato ogni limite!-
- Perdonatemi, milord. Pensavo che un uomo come voi approvasse le loro dichiarazioni.-
Cat gli tirò una manica, e Hanamici si chinò perché potesse sussurrarle:- Vi prego, signore. Drovemmo convincerlo che dono la bambina che fa per lui.-
Hanamici gli rivolse un’occhiata. Aveva sentito, naturalmente, e naturalmente non esitò a sorridere della sua sconfitta.- Un maschio- annunciò Rukawa- verrebbe con me alle corse dei cavalle, agli incontri di pugilato, e la club. Dove la porto una bambina?-
- Avete fama di libertino- annunciò Hanamici- portatela con voi lo stesso. Oppure conducete Cat al parco. A una rappresentazione teatrale. A vedere i fuochi d’artificio. Insomma dove portereste vostra figlia.-
Mito mosse un passo esitante nella stanza.- Milord?-
- Fra un minuto, Mito!- rispose irascibile Rukawa.- Mr Sakuragi, un simile itinerario mi annoierebbe a morte!-
La pazienza di Hanamici sempre esigua, soprattutto con gli uomini sciocchi, saltò di nuovo.- Riflettete, Milord! La regina non assiste alle corse dei cavalli o agli incontri di pugilato.-
- Che ne sapete voi delle abitudini di Sua Maestà?-
- Ne so quanto ne sapete voi, se solo voleste…- Hanamici riuscì a fermarsi prima di farsi scoprire.- So che si è sposata da poco, e so che il suo consorte è molto serio. E non ci vuole un’aquila per capire che la Regina non resterebbe colpita dalla vostra filantropia se essa implicasse insegnare ai giovani a scommettere!-
Nonostante la palese sconfitta Rukawa mise il broncio.- Questa bambina non mi è di nessuna utilità-
Evidentemente Cat aveva deciso che doveva dare una mano al suo destino, perché si rivolse direttamente a lui.- Scusatemi, signore. Non sono inutile. So fare molte cose, e se mi permetterete di restare, imparerò a essere la ragazzina che state cercando.- Le tremava la voce, ma fissò Rukawa direttamente negli occhi.- Tuttavia prima dovete lasciarmi restare. Prometto di fare tutto quel che volete che faccia, se me ne darete la possibilità-
- Mr Sakuragi, dovete considerarmi un imbecille per aver cercato di farmi un tiro come questo. E’ per caso vostra sorella, o una cugina che avete insudiciato di proposito nella speranza di impietosirmi? Non sono un credulone!-
Cat piegò le mani sui fianchi e disse.- Gli state dando del bugiardo? E’ un bravo signore e mi ha salvato!-
Per un momento Hanamici pensò che Cat volesse prenderlo a schiaffi. Afferrandola per le spalle, la tenne stretta e disse:- Ho incontrato Cat oggi per la prima volta. Non sto cercando di ingannarvi.- Ma le tremò la voce dato che il suo stesso aspetto era un inganno. Rukawa lo notò, naturalmente, e si alzò in piedi come se volesse sbatterle fuori personalmente.
Ma dalla soglia dello studio giunse la voce cordiale di un uomo anziano.- Ehi, ragazzo, non vieni ad abbracciare il tuo vecchio nonno?-



Continua….

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Quando il mio corpo sarà cenere il mio nome sarà leggenda

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<<non essere così triste e pensieroso, ricorda che la vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo>>.

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<<vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l'ultimo perché il giorno che lo sarà non avrai voglia di crederlo>>.

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<<malinconia del passato, gioia del presente, pentimento del futuro... questa è la vita>>.

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<<se per vivere ti dicono "siediti e stai zitto" tu alzati e muori combattendo>>.

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<< Non ho scelto io di nascere quindi lasciatemi vivere come mi pare>>.

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1 replies since 24/5/2008, 13:47
 
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